Buongiorno e bentornati nel blog del lunedì.
Oggi vorrei inaugurare una rubrica che spero possa essere utile a tutti coloro che amano l’arte e che si dedicano con amore a progetti creativi.
Quante volte vi capita di intercettare un’artista o illustratrice o creativa che ha scritto un libro nella sua lingua d’origine che vorreste tanto acquistare ma non sapete se ne vale la pena?
L’editoria italiana non ha uno spiccato interesse verso i manuali che spiegano tecniche artistiche. Puntare su un’artista inglese o americana o francese traducendo in italiano il suo libro ha dei costi che spesso sono azzardati da sostenere per un editore che si dedica alla “varia” o alla “saggistica” o alla “manualistica”. Da una parte lo capisco ma dall’altra dico che c’è anche poca voglia di mettersi in gioco e di puntare su talenti che sicuramente sono riconosciuti a livello internazionale…
Quindi che si fa? Ci si rimbocca le maniche, si rispolvera un po’ di inglese o di francese e si acquista il suddetto e agognato manuale sperando di non fare un buco nell’acqua…
Ho collezionato una serie di splendidi libri di questo genere negli anni e voglio condividere con voi i miei piccoli tesori facendo delle recensioni che spero possano orientarvi quando dovete decidere se acquistare o meno un libro d’arte.
Iniziamo oggi con una delle mie più recenti scoperte: Painting Calm dell’artista lituana Inga Buividavice.
Ho seguito il corso di acquarello botanico di Inga Buividavice su Domestika e l’ho trovato davvero interessante ma il suo libro mi incuriosiva moltissimo e ho deciso di acquistarlo nonostante fosse in inglese.
Edito da Quarto Press, una casa editrice di Londra, il manuale Painting Calm si suddivide idealmente in due parti.
Nella prima parte l’artista traccia i fondamenti dell’acquarello, fornisce dettagli sui materiali, sulle tecniche “wet on dry” e “wet on wet”, sulla scelta di una palette di colori coerente e sulle regole della composizione per arrivare a ottenere un quadro interessante da vedere. Nella seconda parte ci sono una serie di esercizi tutti relativi all’acquarello botanico corredati dai colori di riferimento scelti dalla Buividavice per le sue composizioni di foliage e floreali.
In generale è sempre così che i manuali d’arte sono strutturati ma questo lo amo in particolar modo perché piuttosto che soffermarsi sulle tecniche, l’artista parla molto di se stessa, di cosa significa dipingere per lei, si concentra sull’imprevedibilità dell’acquarello e sul concetto di “errore” come elemento da accettare e incorporare nel proprio work flow.
Ma soprattutto la Buividavice racconta di come dipingere sia una sorta di pratica meditativa che riconnette con la Natura e porta a uno stato di calma creativa attraverso il quale esprimere se stessi.
“Troppa perfezione può far sembrare le cose artificiali, innaturali e si finisce per non cogliere la bellezza della Natura che è perfettamente imperfetta. L’imperfezione è naturale, è onesta, umana e riconoscibile. Ci connettiamo con gli altri quando condividiamo gli errori e le difficoltà. Ecco perché dovremmo abbracciare l’imperfezione piuttosto che cercare di raggiungere l’impossibile”.
E per spiegare meglio questo concetto l’autrice descrive la bellezza dei giardini inglesi con parole che mi hanno subito fatto pensare al giardino di Virginia Woolf:
“Una delle cose che amo di più sono i giardini inglesi. Certo, si vede che c’è un tocco umano – i giardinieri mettono tutta la loro conoscenza e le loro abilità artistiche nel disporre le piante e creare bellezza – ma questo tipo di giardini sembra del tutto naturale e libero come se fosse accidentalmente cresciuto in questo modo. Questo concetto è molto simile all’acquarello, nel quale si cerca sempre un bilanciamento tra il dipingere liberamente e cercare di esprimere la nostra creatività”.
In definitiva, se fossi in voi, acquisterei Painting calm senza ombra di dubbio, anche solo per le indicazioni utilissime sulle palette di colori che l’artista usa e che sono assolutamente spettacolari.
Per oggi è tutto dal mio blog.
E voi? Conoscevate già il lavoro di Inga Buividavice? Avevate già acquistato il suo libro sull’acquarello botanico?
Fatemi sapere nei commenti. Noi ci troviamo come sempre qui, nel blog del lunedì.

