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Recensione del libro Creative Abstract Watercolor di Kate Rebecca Leach

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Buongiorno e bentrovati nel blog del lunedì.

Continua la rubrica delle recensioni dei migliori manuali d’arte non tradotti in italiano. Varrà la pena di acquistarli? Vediamolo insieme.

Oggi vi parlo del libro Creative Abstract Watercolor di Kate Rebecca Leach, un’illustratrice inglese che ha fondato il brand Essoldo Design nel 2020, durante il lockdown imposto dalla pandemia.

Kate è principalmente un’acquerellista, i suoi lavori si ispirano alla Natura e sono pieni di ornamenti, decorazioni e rifiniture in oro. Essoldo Design ha più di 200mila followers e le illustrazioni della Leach sono state vendute in più di 35 Paesi tra l’Europa e gli Stati Uniti. Se ancora non lo fate, vi consiglio di seguirla sui social poiché le sue opere sono di grandissima ispirazione: ha un talento puro e molto originale.

Kate insegna acquarello in lezioni dal vivo che svolge in tutta l’Inghilterra e il suo manuale Creative Abstract Watercolor secondo me riflette molto bene la sua capacità di comunicare e insegnare.

Se siete acquerellisti principianti in cerca di una guida essenziale per capire da dove iniziare a relazionarvi a questa tecnica, il manuale della Leach è ciò che fa per voi!

Se invece avete già dimestichezza con le tecniche base, beh, questo libro vi sarà comunque utile perché racconta il modo in cui questa artista intende il suo rapporto con la pittura e vi darà uno spaccato sul suo lavoro che è molto interessante.

Creative Abstract Watercolor è diviso, come spesso accade per questo tipo di manuali, in due sezioni. La prima riguarda specificamente la tecnica mentre la seconda è costituita da una serie di progetti e idee utili da mettere in pratica. Vediamole nel dettaglio.

C’è una guida interessante all’arte astratta in cui la Leach dice:

Per me l’arte astratta è una forma di espressione attraverso la quale lascio che forme semplici, colori, texture e segni grafici parlino da soli! […] Tutto ciò deriva dalla mia immaginazione oppure lasciando che accadano degli “imprevisti felici” e che sia la pittura a definire l’immagine.

L’arte astratta, dice la Leach, ha degli elementi chiave che sono: la linea, le forme, il colore e la texture. Quando avremo chiaro il modo di combinare questi elementi, saremo pronti a metterci davanti al nostro foglio bianco.

C’è poi una giusta riflessione sui materiali da utilizzare (pennelli, vernici, carta… ) e un capitolo sulla teoria del colore (con un giusto riferimento all’uso del grigio di Payne per smorzare i toni dei colori ad acquarello).

Successivamente si passa alla sezione che riguarda le tecniche base dell’acquarello: il bagnato su asciutto (wet on dry) e il bagnato su bagnato (wet on wet). Questa sezione, devo dire, rispetto agli altri manuali sull’acquarello, in Creative Abstract Watercolor è sviluppata molto meglio e in maniera più approfondita. Ci sono una serie di esempi molto chiari e l’autrice suggerisce degli esercizi facili e soprattutto comprensibili anche a chi non ha mai preso in mano un pennello.

Il suggerimento è sempre quello di lasciare che gli errori accadano per poterli usare a nostro vantaggio e per poterli trasformare con decorazioni e abbellimenti da aggiungere in un secondo momento.

Nell’ultima sezione ci sono quindi dei progetti che vengono proposti al lettore e che si dividono in: Forme astratte; Astratti di ispirazione botanica; Paesaggi astratti.

I progetti di Creative Abstract Watercolor sono davvero alla portata di tutti, vengono spiegati passo per passo con suggerimenti precisi riguardo a materiali e palette di colori e possono essere ripetuti all’infinito generando una marea di composizioni.

Scrive la Leach:

Quando mi siedo a dipingere, un ambiente calmo e rilassato è importante quanto i pennelli e la carta. Mi piace circondarmi dei miei oggetti preferiti che considero come una fonte di ispirazione e scintille di creatività. Poi metto un po’ di musica o un audiolibro, preparo una tazza di the e mi siedo per vedere dove mi trasporta la pittura…

Una delle chiavi per aver a che fare con l’acquarello è secondo me proprio questa: lasciarsi trasportare dalla pittura piuttosto che volerla in qualche modo dominare.

Questo però è molto bello a dirsi ma quando siamo davanti a un risultato poco interessante, che il nostro cervello percepisce come “sbagliato”, la voglia di mollare, la rabbia e l’insoddisfazione rischiano di prendere il sopravvento. Ecco perché bisogna far pace con l’idea che dipingere, come tutte le altre attività che prevedono l’uso del corpo, è qualcosa che si acquisisce con il tempo. È un gesto artigianale oltre che artistico, che si impara costruendolo giorno dopo giorno.

Il mondo che ci circonda ci spinge a pensare che possiamo immediatamente ottenere risultati da condividere in tempo reale non lasciando spazio alla sperimentazione e, perché no, anche all’errore. E invece l’arte ci racconta qualcosa di diverso e ci invita a recuperare la lungimiranza, un’attitudine che un tempo l’essere umano aveva e che adesso sembra scomparsa.

E tu che ne pensi? Riesci ancora a essere lungimirante? Conoscevi già questo libro e questa artista?

Raccontamelo nei commenti!

Noi ci rivediamo come sempre qui, sul mio blog del lunedì.

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