'O Munaciello
‘O Munaciello

Nel 2007 ebbi il piacere di collaborare anche con la casa editrice de L’Isola dei ragazzi. Una realtà ben consolidata nell’editoria napoletana che da almeno dieci anni si occupa di narrativa per l’infanzia e non solo. Partecipai a delle riunioni di redazione in cui le fondatrici della casa editrice espressero il desiderio di dare vita a una collana di libri tascabili per ragazzi di piccolo formato. Con me c’era anche la mia amata Patrizia Rinaldi, scrittrice di libri per ragazzi e non solo, premiatissima e stimatissima, straordinaria, vulcanica.

Scrissi ‘O Munaciello, una storia ambientata a Napoli, con forti riferimenti alla tradizione popolare ma piena anche di ironia, una cosa nuova per me che mi prendevo sempre troppo sul serio. Ridevo mentre la scrivevo e la cosa mi piaceva moltissimo. E ho visto con i miei occhi dei bambini che ridevano mentre la leggevano e questo mi ha resa felice.

«”Gennari’ stai attento! Guarda che se non la finisci di dondolarti, cadete tu e la sedia. Mi senti? Gennari’ non ti appendere alla tovaglia. Maronna mia ma cumm’aggia fa cu te? Vatti a finire di preparare che se no facciamo tardi a scuola hai capito?”. Questa è la voce della mamma. Io invece sono Gennaro ma tutti, qua a Vico delle Mortelle, mi chiamano Gennari’ e se volete lo potete fare pure voi. Ho otto anni, quasi nove e faccio la scuola elementare. Ho occhi castani, capelli castani e mi sembra che per il resto sono uguale a tutti gli altri bambini della mia età. È solo che sono un po’ sbadato. Al volte inciampo, cado, mi tiro appresso le cose, le faccio rompere, insomma faccio arrevotare tutta la casa».

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Composizione 1