Recensione: Una mamma green

Questa è la prima recensione che pubblico sul mio sito. Per me è un momento importante perché in questo modo riprendo a fare quello che è stato in un certo senso il mio lavoro per tanti anni ossia consigliare la lettura di un libro agli altri.

Come scegliere da dove partire? Diciamo pure che non ho avuto dubbi.

Appena ho saputo che era stato pubblicato ho pensato che il libro di Silvana Santo, Una mamma green (Giunti, 2017), doveva essere mio.

Il blog di questa giornalista partenopea è per me la quintessenza di quello che un blog dovrebbe essere: parla dritto al cuore, è scritto in un italiano favoloso e genera riflessioni. Io che solitamente faccio una fatica enorme a “leggere on line”, quando c’è un nuovo post della mammagreen mollo tutto e, ovunque mi trovi, mi fermo e lo divoro perché la totalità delle volte dentro ci trovo una parte di me stessa. È uno specchio dentro cui vedo il mio modo di intendere la maternità e mille altre questioni.

E lo stesso discorso vale anche per il suo libro.

Sebbene io non sia un’ecologista integralista (cerco di fare del mio meglio ma a volte ammetto di cedere alle lusinghe del capitalismo ecomostruoso), Una mamma green mi ha aperto nuovi orizzonti.

Peccato non averlo letto mentre ero in gravidanza… Mi sarei risparmiata anni di coppette assorbilatte usa e getta e pannolini ad alto impatto ambientale. Avrei avuto qualche strumento in più per leggere consapevolmente le etichette di creme lenitive, oli e unguenti. Avrei imparato a fare un decluttering consapevole.

Ma soprattutto mi sarei sentita confortata all’idea che al mondo esiste qualcun’altra oltre me che ha il coraggio di allattare al seno il proprio bambino fino ai due anni e portarlo addosso in fascia nonostante la mentalità comune secondo cui quando lo fai stai perversamente “viziando” il tuo piccino.

Qualcun’altra che non ha paura di ammettere che dormire insieme ai propri figli piccoli in uno stesso grande letto (il cosiddetto cobedding) non è una pratica triviale ma una cosa meravigliosa.

Qualcun’altra che non usa gli omogeneizzati ma nutre i propri bambini in modo consapevole e secondo la stagionalità di prodotti preferibilmente a chilometro zero.

Qualcun’altra che ammette che l’amore materno non è un sentimento dato, immediato, compatto e cristallino ma si costruisce nel tempo e soprattutto nella relazione con i propri figli, che sono altro da noi, delle “piccole persone, dotate di temperamento, preferenze, attitudini precise e peculiari, di una consapevolezza disarmante”.

“Diventare genitore ti cambia per sempre, non solo perché ti conferisce una responsabilità definitiva e grandissima, ma perché ti mette in relazione con degli esseri umani che prima non conoscevi, che addirittura non esistevano. […] Diventare genitore è un viaggio senza ritorno nella verità”.

E quindi: leggete Una mamma green, seguite il blog di Silvana Santo. Ne vale davvero la pena. Le sue parole sono un toccasana per l’anima!

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